Vaccinazione contro Difterite, Tetano e Pertosse (dTpa) in gravidanza

La vaccinazione dTpa in gravidanza è una delle strategie più efficaci per proteggere la mamma e il neonato nei suoi primi mesi di vita, quando è ancora troppo piccolo per essere vaccinato.

Con una singola dose di vaccino, la mamma produce gli anticorpi protettivi che passano attraverso la placenta e arrivano direttamente al bambino, garantendo una protezione immediata fin dalla nascita.

Protegge da tre infezioni molto diverse tra loro, ma tutte potenzialmente pericolose per la salute: difterite, tetano e pertosse.

La difterite è una malattia infettiva acuta e altamente contagiosa causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae che produce una tossina in grado di danneggiare o distruggere tessuti e organi vitali come cuore, sistema nervoso e reni.

Si trasmette da persona a persona attraverso le goccioline di saliva emesse durante il parlato, la tosse o gli starnuti ma si può contrarre anche in modo indiretto mediante oggetti contaminati.

La difterite in passato ha causato epidemie gravi, soprattutto nei bambini, provocando anche l’ostruzione delle vie aeree e complicazioni cardiache.

Oggi, grazie alla vaccinazione introdotta dal 1920, i casi di difterite sono rari nei Paesi con alta copertura vaccinale, ma la malattia non è scomparsa. Continua a circolare in alcune aree del mondo e può riemergere se le coperture vaccinali diminuiscono.

Vaccinarsi in gravidanza significa offrire al neonato anticorpi protettivi già alla nascita e quindi una protezione concreta in una delicata fase della vita in cui il sistema immunitario è ancora immaturo.

Il tetano è un’infezione che non si trasmette da persona a persona ma si contrae quando le spore del batterio Clostridium tetani, presenti nel terreno, entrano nell’organismo attraverso ferite, anche banali.

Il batterio, all’interno dell’organismo, può produrre una tossina che provoca contrazioni muscolari molto intense e dolorose e può compromettere la respirazione a causa della paralisi muscolare spastica.

Una forma particolare della malattia è il tetano neonatale che si osserva soprattutto nei Paesi in via di sviluppo ed è correlata a condizioni igieniche non adeguate nella gestione del cordone ombelicale. Oggi, grazie alla vaccinazione materna, è diventato raro nei Paesi con buona copertura vaccinale.

La vaccinazione antitetanica è stata introdotta nel nostro Paese nel 1938 ed è importante continuare a mantenere alte le coperture vaccinali per proteggersi.

La pertosse è un’infezione respiratoria molto contagiosa causata dal batterio Bordetella pertussis che si trasmette da persona a persona attraverso le goccioline di saliva emesse durante il parlato, la tosse o gli starnuti ma si può contrarre anche in modo indiretto mediante oggetti contaminati.

Questa infezione causa una tosse persistente che ha una durata superiore alle tre settimane e può essere associata a difficoltà respiratoria.

Negli adulti sani la pertosse può sembrare una semplice tosse persistente. Nei neonati, invece, può essere molto più seria e comportare crisi di apnea, difficoltà respiratorie severe, ricoveri e sotto l’anno di età può essere molto grave ed in alcuni casi mortale. 

Nei primi mesi di vita il bambino non ha ancora completato il ciclo vaccinale ed è quindi particolarmente vulnerabile a questa infezione.

La vaccinazione in gravidanza serve proprio a proteggere il bambino in questa delicata fase, grazie agli anticorpi materni,

Il vaccino contro la pertosse è stato introdotto in Italia nel 1961 ed è importante continuare a mantenere alte le coperture vaccinali. 

La vaccinazione dTpa è raccomandata tra la 27ª e la 36ª settimana di gravidanza, idealmente intorno alla 28ª–32ª settimana.

Questo intervallo permette il massimo passaggio di anticorpi dalla mamma al bambino e di conseguenza una protezione efficace alla nascita e nei primi mesi di vita.

Sì. Anche se la mamma è già vaccinata o ha fatto il richiamo da poco.

Gli anticorpi materni diminuiscono nel tempo: ripetere la vaccinazione a ogni gravidanza è fondamentale per garantire a ciascun bambino l’adeguata protezione.

Sì. Si tratta di un vaccino inattivato, quindi non contiene microrganismi vivi e non può causare la malattia.

È utilizzato da anni in gravidanza e i dati disponibili ne confermano la sicurezza sia per la mamma sia per il bambino.

Gli effetti collaterali, quando presenti, sono generalmente lievi: dolore nella sede di iniezione, stanchezza o febbricola.

Il neonato resta più esposto, soprattutto alla pertosse, nei primi mesi di vita.

È proprio in questa fase che le complicanze possono essere più serie e richiedere anche il ricovero.

  • Una sola dose di vaccino dTpa in gravidanza protegge il neonato nei primi mesi di vita
  • Il momento giusto per vaccinarsi è tra la 27ª e  la 36ª settimana di gestazione
  • La vaccinazione va ripetuta a ogni gravidanza
  • La vaccinazione è sicura e ben tollerata

Se hai dubbi, parlane con il tuo ginecologo o con il tuo medico. Una scelta che ha un impatto concreto sulla protezione del tuo bambino.

A cura di Marianna Pianta (1) Medico in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva – Università degli Studi di Genova

Bibliografia

https://www.epicentro.iss.it/difterite

https://www.epicentro.iss.it/tetano

https://www.epicentro.iss.it/pertosse

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