Difterite a Palermo: come proteggere il bambino già dalla gravidanza

Nei giorni scorsi sono stati confermati a Palermo due casi di difterite in due bambini di quattro anni. Una bambina, non vaccinata contro la malattia, è purtroppo deceduta. 
Il secondo caso è stato identificato nel cugino, anche lui di quattro anni, che era invece vaccinato e ha sviluppato una forma non grave della malattia.

La difterite oggi è una malattia rara in Italia grazie alla vaccinazione ma non è scomparsa: il batterio continua a circolare in diverse aree del mondo e può ancora causare malattia, soprattutto nelle persone non vaccinate.
Per chi aspetta un bambino è importante sapere che la prevenzione contro la difterite può iniziare già durante la gravidanza e proseguire, dopo la nascita, con le vaccinazioni previste dal calendario vaccinale.

La difterite è una malattia infettiva causata da alcuni ceppi del batterio Corynebacterium diphtheriae, capaci di produrre una tossina.
La trasmissione avviene principalmente attraverso le secrezioni respiratorie. L’infezione può causare febbre, mal di gola, malessere e ingrossamento dei linfonodi del collo.
Nelle forme più gravi può formarsi a livello della gola una pseudomembrana che può ostacolare la respirazione fino a determinare ostruzione delle vie aeree. La tossina prodotta dal batterio può inoltre raggiungere altri organi e determinare complicanze, in particolare a livello cardiaco.
Prima dell’introduzione della vaccinazione, la difterite era una delle principali cause di malattia e morte nei bambini. La sua rarità attuale è quindi uno dei risultati ottenuti grazie alle elevate coperture vaccinali.

Durante ogni gravidanza è raccomandata la vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse (dTpa), generalmente tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione, preferibilmente intorno alla 28ª settimana.
Grazie alla vaccinazione la mamma produce gli anticorpi protettivi che attraversano la placenta e raggiungono il bambino.
Questo passaggio di anticorpi materni permette al neonato di avere una protezione passiva nei primi mesi di vitaquando il suo sistema immunitario è ancora immaturo e non ha ancora completato il ciclo vaccinale.
Per garantire un adeguato trasferimento di anticorpi al bambino, la vaccinazione è raccomandata a ogni gravidanza, indipendentemente dalle precedenti vaccinazioni della mamma.

Gli anticorpi trasmessi dalla mamma sono una preziosa protezione temporanea ma non sostituiscono le vaccinazioni del bambino.
A partire dai primi mesi di vita viene quindi somministrato il vaccino esavalente, che protegge contemporaneamente contro:

  • difterite;
  • tetano;
  • pertosse;
  • poliomielite;
  • epatite B;
  • Haemophilus influenzae di tipo b.

La prima dose di vaccino esavalente viene somministrata nel terzo mese di vita del bambino (dal 61° giorno). Il ciclo prevede tre dosi e nel primo anno di vita per completare il ciclo. 
Sono poi previsti un richiamo a 5-6 anni e un successivo richiamo verso l’adolescenza a partire dai 12 anni.
In età adulta è raccomandato un richiamo ogni 10 anni per tutto l’arco della vita.

Il ciclo vaccinale previsto nel primo anno di vita permette al bambino di sviluppare progressivamente una propria risposta immunitaria.
Per questo è importante rispettare le tempistiche previste dal calendario vaccinale: rimandare una vaccinazione significa infatti prolungare il periodo durante il quale il bambino rimane maggiormente suscettibile all’infezione.

Proprio perché la vaccinazione funziona.
Quando una malattia diventa rara può essere facile pensare che il rischio non esista più. In realtà, nel caso della difterite, il batterio continua a circolare e attraverso la mobilità internazionale può essere introdotto anche in Paesi nei quali la malattia è ormai poco frequente.
Mantenere elevate coperture vaccinali permette di ridurre il numero di persone suscettibili e soprattutto il rischio di sviluppare le forme più gravi della malattia.
I casi registrati a Palermo ricordano quindi un concetto importante: alcune malattie sono diventate rare grazie alle vaccinazioni, non perché siano scomparse.

Se aspetti un bambino, puoi verificare con il tuo ginecologo, il medico o il centro vaccinale quando effettuare la vaccinazione dTpa durante la gravidanza.
Dopo la nascita sarà poi importante iniziare le vaccinazioni previste per il bambino secondo il calendario vaccinale.
La protezione, quindi, si costruisce in momenti diversi: inizia già durante la gravidanza, attraverso gli anticorpi materni, e prosegue dopo la nascita con le vaccinazioni del bambino.
Un percorso di prevenzione che permette di proteggerlo proprio nei primi mesi di vita, quando è più vulnerabile.

Per approfondimenti:https://www.insegnasalute.it/index.php/2026/08/31/difterite-a-palermo-due-casi-confermati-perche-la-vaccinazione-resta-fondamentale/]
Per operatori sanitari. https://www.cirinet.it/index.php/news/difterite-a-palermo-confermati-due-casi-una-bambina-di-quattro-anni-e-deceduta/

Bibliografia
CIRI-IT – “Difterite a Palermo: confermati due casi, una bambina di quattro anni è deceduta”: CIRI-IT – Difterite a Palermo

Ministero della Salute – “Difterite, cosa c’è da sapere” 
Ministero della Salute – Difterite, cosa c’è da sapere

Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, “Vaccinazioni per le donne in gravidanza e in età fertile”: 
ISS EpiCentro – Vaccinazioni in gravidanza

Ministero della Salute – “Bambini 1-2 anni”
Ministero della Salute – Vaccinazioni bambini 1-2 anni

  • Marianna Pianta
    Medico in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva – Università degli Studi di Genova